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Monday, June 12, 2006

VITIVINICOLTURA CALABRESE E MARKETING. TRA IL PASSATO ED IL PASSATO REMOTO. TRA MANZONI E DON FERRANTE.


Ho da poco iniziato, con molta soddisfazione, la mia attività di blogger. Ho ricevuto molti spunti di discussione, ho imparato dai contributi di tutti i lettori ed ho cercato di fornire informazioni valide ed il più possibile complete.

Ho sempre parlato di vini che conosco bene, da me assaggiati in più versioni. Inoltre mi sono servito, quando ho avuto dubbi sulla storia dei vitigni e dei vini o su particolari attenzioni produttive, di notizie ottenute dai consorzi di tutela o direttamente dalle aziende. In tutti i casi ho avuto risposte molto costruttive e complete. Tutti hanno capito che anche le parole di un piccolo blogger avrebbero costituito un supporto utile alla comunicazione.

Poche settimane fa ho ricevuto un commento molto stimolante ed ho pensato di scrivere un articolo sul vitigno "greco bianco" e sui suoi utilizzi in Calabria.

I vini di questa Regione, benché in molti casi siano eccellenti, non godono purtroppo di adeguata considerazione: poco presenti sui banchi della grande distribuzione, quasi assenti nelle premiazioni e sulle guide (salvo poi ascoltare le accuse di complotto e le lamentele da parte dei produttori). Le buone etichette, quando reperibili in enoteca, hanno prezzi alti, che non ne stimolano l'acquisto da parte di chi non le abbia mai sentite nominare.

Volendo scrivere un post su due vini calabresi ho interpellato un produttore piccolo, quattro medi ed uno grandissimo. Ho chiesto loro di inviarmi con la posta elettronica le schede tecniche ed eventualmente le analisi chimiche. Le risposte? Qualcuno mi ha detto che aveva da fare, qualcuno mi ha risposto che si sarebbe fatto vivo (sto aspettando!!), uno mi ha trattato quasi male, dicendo che il suo vino era già tanto conosciuto come il migliore vino del Mondo.

Belle risposte ad una pubblicità (sia pur piccola) a costo zero. Bel modo di comunicare. Ottima via per ottenere conoscenza e considerazione. Forse le ragioni della poca visibilità di questi vini sono ora più palesi. E le lamentele dei produttori di sicuro poco legittime.

Questo atteggiamento mi ha ricordato il carattere del manzoniano Don Ferrante. Persona molto colta ma con una formazione alienata dalla realtà. Una grande cultura che lo portava alla supponenza tipica nell'erudito del suo tempo, un bagaglio di conoscenze che lo portò inizialmente a negare l'esistenza della peste e poi ad attribuirle origini astrali. Si scontrò con le persone dando credito ai pianeti. Ma questi non gli diedero ragione.

Spero che la vitivinicoltura calabrese non continui a seguire l'esempio di Don Ferrante. Che andò a letto, a morire, come un eroe di Metastasio. Prendendosela con le stelle.

Allora cosa dire? Buona Salute a Tutti. Pierluigi Salvatore.


12 comments:

Marco said...

Caro Pierluigi,
sembra che ci siamo scontrati con i due lati della stessa medaglia.
Io con le non risposte alle email inviate, tu con il disinteresse palese da parte dei produttori.
Come si fa a non essere pessimisti?

Allora cosa dire? Buona salute a loro!

pierosalvatore said...

Perfettamente d'accordo. Ma la cosa + grave è che i produttori calabresi li ho contattati per telefono e sembrava che io stessi chiedendo loro del denaro. Ho chiamato in Austria, in Piemonte, nelle Marche, in Slovenia ed in altri posti +o- lontani e tutti mi hanno dimostrato interesse, in Calabria invece se la tirano...Buona Salute a loro.

Antonio Candeliere said...

Caro Pierluigi, l’articolo lo condivido in parte, perché direi un po’ offensivo.
Credo che parlare dell’incapacità o della presunzione dei calabresi intendi provocare una mia legittima discussione che credo sia opportuno fare fuori dal tuo blogs. Da italiano e calabrese conosco bene la realtà locale che spesso non vuole investire sulle novità sostenendo idee di sviluppo, ma ritengo che ci siano anche tanti uomini e donne coraggiosi/e che cercano di cambiare e di portare alla luce il potenziale e la grandezza del proprio territorio. Purtroppo ti sei scontrato con persone non presuntuose ma direi legate a una mentalià locale un po’ riduttiva.
Ritornando a parlare di vini, la Calabria produce sette vini DOC, provenienti dalle zone vinicole di Bivongi, Crotone, Cirò, Lamezia Terme e Castrovillari .La produzione si estende a decine di altri bianchi e rossi di pregio e unici , come a Bianco sulla costa jonica dove si coltivano vitigni di Greco Bianco, nerello e sangiovese. Il vino Greco Bianco nasce dal più antico vitigno in Italia prodotto principalmente tra i comuni di Bianco e Casignana (Reggio Calabria), una gemma enologica.
Il mio invito è stato accolto in parte da te caro Pierluigi, la mia non è una critica, perché sai bene che apprezzo molto la tua cultura sui vini e il tuo blogs, ma è un invito a non soffermarti ai primi ostacoli che hai incontrato in Calabria, altrimenti rischi di cadere in quel vittimismo di tanti calabresi che accettano inerti lo status quo.
Penso che la Calabria abbia bisogno di una maggiore presenza di persone come te, di uomini e donne di tutto il mondo e non solo di calabresi, che in qualche modo possono farci recuperare il tempo perduto.
Spero che questo mio sfogo ti possa dare lo spunto per migliorare l’articolo con ulteriori notizie.
Un abbraccio fraterno
Antonio Candeliere

pierosalvatore said...

Caro Antonio, ovviamente il mio intento è ben lungi dal volere essere offensivo. Io ho provato per tre settimane a contattare i produttori e cercare notizie particolari. Era mio desiderio fare un bel post(senza scopiazzarlo!!) sulla vitivinicoltura calabrese, sulla sua ricca storia, sugli ottimi vini che gia si producono e sull'enorme potenziale vitivinicolo della Regione.
Molti stanno parlando del risveglio del Portogallo, molti hanno parlato delle perle della Sicilia. Ma il retroterra storico, climatico e varietale che ha la Calabria, dovrebbero portarla all'apice del comparto. Dovrebbe essere giustamente di moda il bere calabrese.
Il problema è solo di marketing e di comunicazione. Il mercato è duro e spietato e non permette superficialità e supponenza. Il letargo non è ammesso. Grazie e buona Salute!!

Antonio Candeliere said...

Caro Pierluigi, proprio per il fatto che apprezzi i vini calabresi, il mio consiglio è quello di andare oltre la superficialità di alcuni produttori, magari avvalendoti anche dell'aiuto degli amici della Calabria, di quelli che tu definisci buoni. Non serve a niente polemizzare!!!Ribadisco la mia richiesta di di creare un bel post degno di essere commentato e apprezzato!!!Solo tu puoi farlo...Grazie e buona salute anche a te!

pierosalvatore said...

Di sicuro non mi arrendo!! Se in futuro dovessi trovare dei buoni produttori maggiormente disposti a collaborare, convinti della indubbia utilità della comunicazione, non esiterò un solo minuto a pubblicare notizie positive sui vini calabresi...non vedo l'ora!!
Buona Salute a Voi!!

Slawka G. Scarso said...

Ciao Pierluigi,

ho letto con attenzione il tuo post ed è sempre grande il rammarico quando si legge non tanto che il produttore non ha risposto, quanto che non si sia comportato in maniera esattamente cortese con il consumatore.
Credo che, al di là di essere blogger o meno, dovremmo tutti ricordarci che siamo innanzitutto consumatori di vino, capaci di influenzare una seppur piccola schiera di amici e conoscenti.
Detto ciò, devo pur notare che un test su 4 aziende non ha ancora i numeri per le generalizzazioni, pur bastando per lasciare una cattiva impressione. Non ha insomma, in termini statistici, le dimensioni adatte per parlare di "compione statistico rappresentativo della popolazione..." ma d'altro canto basta una sola esperienza negativa per generare un passaparola negativo - una cosa di cui spesso non ci si ricorda.

Felice blogging!
Slawka

pierosalvatore said...

Sicuramente un test fatto su poche aziende non ha i numeri di un test rappresentativo.
Ma questa esperienza negativa, sia pur piccola, unita al fatto che effettivamente i vini di questa Regione non hanno la visibilità che meritano, mi hanno fatto pensare che le tecniche di comunicazione delle aziende c'entrano sicuramente qualcosa.
Ma come dici giustamente, prima di essere bloggers siamo consumatori e, quando dovessi trovarmi d'avanti una bottiglia di una delle aziende che non si sono comportate bene, sicuramente non la comprerò.

Grazie Slawka, Buona Salute e felice blogging anche a te!!

Anonymous said...

Ciao Pierluigi e complimenti per il tuo blog.Devo dire che tutti gli articoli scritti fin'ora sono molto dettagliati e precisi e dimostrano chiaramente la tua grande passione per il vino oltre che la tua competenza.Riguardo all'articolo sulla calabria(la mia terra)oltre a dirti che è azzeccatissimo non mi inoltro in ulteriori commenti che,ti assicuro,sarebbero ancora più realistici e quindi, ancora più pesanti del tuo articolo.Chiudo l'argomento consigliandoti l'ascolto della canzone-poesia di Battiato "Povera patria".Invece vorrei chiederti,viste le tue origini,delucidazioni tecniche sul pecorino,questo ottimo vino bianco abruzzese a mio modesto parere uno dei migliori bianchi d'italia, assolutamente all'altezza degli ottimi vini friulani e trentini.aspetto .......

pierosalvatore said...

X il caro ospite anonimo.

Ovviamente avrai capito che il mio post non costituiva e non costituisce una critica alla produzione vinicola ed alle genti di Calabria.
Popolazioni che forse sono troppo legate (positivamente!) ai rapporti umani diretti, tanto da dimostrare una incapacità alla fredda pianificazione del consenso commerciale, basato in fondo su rapporti di interazione mercantile, inanimati ed opportunistici.
Ti ringrazio per avere menzionato il vitigno pecorino, ottimo bianco tipico dell'Abruzzo, delle Marche meridionali e perfino di alcune microaree della Valnerina. Era già mia intenzione scrivere qualcosa su questa cultivar, volendomi dedicare, nell'imminenza della stagione estiva, a parlare di alcuni vini bianchi...una buona birra fredda è piacevole, ma il vino è vino!
Grazie, Pierluigi Salvatore.

Perla said...

Ho scoperto il tuo Blog per caso.
Oggi hanno postato sul mio blog un post sui vini pugliesi ed io che sono ignorante in materia ho cercato sul blog notizie sui vini della mia regione, Io sono calabrese e oltre al cirò librandi conosco poco e, soprattutto non conosco ne viticoltura ne abbinamenti.
Sono felice di averti letto.
Con il tuo permesso copio la risposta sui vini calabresi di Antonio Candeliere... e se vuoi ti invito sul mio blog a commentare sui vini abbruzzesi.
Ti lascio la mia mail se vuoi contattarmi ne sarei felice

pierosalvatore said...

Sei il benvenuto sul mio blog. Librandi realizza di sicuro buoni prodotti. Quello da me preferito è il Magno Megonio, realizzato con l'ottimo vitigno magliocco. Copia tranquillamente il commento, è sicuramente attinente e ben fatto. Buona salute!!